San Dionigi

San Dionigi (ItaliaIII secolo – ParigiIII secolo) è stato un vescovo francese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

San Dionigi di Parigi
San Dionigi, allievi d'Antoine Le Moiturier
San Dionigi, allievi d’Antoine Le Moiturier
Vescovo
Nascita III secolo
Morte 250 o 270
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione
Canonizzazione
Santuario principale Abbazia di Saint Denis
Ricorrenza 9 ottobre
Attributi
Patrono di Parigi, Crotone
Visita il progetto santi

San Dionigi di Parigi (Saint Denis in francese) fu il primo vescovo della capitale della Francia. La Chiesa cattolica lo venera come santo, martire e patrono di Parigi e della Seine-Saint-Denis. Morì martire verso il 250 o il 270 e sul luogo dove fu sepolto furono erette la basilica e poi l’Abbazia di Saint Denis.

Questo è tutto ciò che si sa di lui prima del IX secolo.

Il racconto agiografico [modifica]

La leggenda tramandata dall’abbazia parla anche dei suoi compagni Eleuterio, il prete, e Rustico, il diacono, e del fatto che egli stesso avrebbe portato la propria testa, dopo la decapitazione avvenuta nell’Île de la Cité, da Montmartre (che vuol dire appunto “Monte del martirio“) a Saint Denis, per una via che fu poi detta Rue des Martyrs, consegnandola infine ad una nobile romana, Catulla, la cui famiglia possedeva quel territorio.

Il nome di Saint Denis compare verso il 520 nella “Vie de Sainte Geneviève“, che testimonia la devozione della santa verso il vescovo martire.

Geneviève ottenne dal clero parigino che fosse eretta una chiesa sulla sua tomba al “vicus Catulliacus“, otto km a nord della Senna, nel luogo dell’attuale basilica di Saint Denis, in rue Catullienne. Per onorare quello che ella considerava il suo padre spirituale, Geneviève si recava anche, spesso, in una chiesa della città ugualmente dedicata al vescovo Dionigi.

Il culto [modifica]

Mezzo secolo più tardi, il martirologio geronimiano menziona la deposizione di san Dionigi e dei suoi compagni al 9 ottobre e attesta la diffusione del suo culto fino a Bordeaux. Negli stessi anni, lo storico Gregorio di Tours racconta che verso il 250 il papa di Roma aveva inviato Dionigi in Gallia con altri 6 vescovi per portarvi il Vangelo, e che egli si era fermato a Lutezia, dove era stato ben presto messo a morte.

Si pensa che abbia subìto il martirio sotto la persecuzione di Decio nel 250 o di Diocleziano nel 285.

Nel VII secolo, presso la basilica dove riposava il primo vescovo di Parigi fu fondata l’abbazia, che acquistò grande prestigio grazie alla generosità dei re Franchi, da Dagoberto in poi. Essa contribuì allo splendore del suo santo patrono dotandolo anche di una meravigliosa leggenda. La devozione dei re franchi si esprimeva anche nel grido di guerra e di vittoria «San Dionigi gioia mia».[senza fonte]

In Italia il santo è patrono della città di Crotone, capoluogo di provincia calabrese di 60.000 abitanti.

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